Un sistema estremamente complesso

Essa è costituita da elementi che per morfologia possono differire profondamente uno dall’altro, pensiamo all’atlante confrontato con l’osso sacro. Gli elementi, numerosi, sono uniti da molteplici articolazioni, che sottendono a una grande variabilità di movimenti. La colonna, infatti, armonizzandosi con gli arti, entra in gioco quasi in ogni nostro movimento, forse con la sola eccezione di quelli fini e isolati di mani e piedi. Per questo motivo, da sempre la biomeccanica vertebrale è oggetto di molti studi, lontani dall’essere completi ed esaustivi.

Diagnostica delle lesioni vertebrali

Lo stile di vita moderno dell’uomo occidentale sottopone la colonna vertebrale a carichi e sforzi non fisiologici, entrando così nell’eziopatogenesi della maggior parte delle malattie di tipo involutivo-degenerativo. La colonna viene inoltre direttamente o secondariamente interessata da una molteplicità di patologie sistemiche, siano esse infiammatorie, autoimmuni, neoplastiche, infettive e così via.
La diagnostica delle lesioni vertebrali è stata notevolmente migliorata e facilitata negli ultimi decenni, grazie soprattutto alle metodiche per immagini, la Tomografia Computerizzata e la Risonanza Magnetica. Il dettaglio anatomo-patologico che si ottiene è straordinario, ma qui sorge il problema principale: correlare questa enorme quantità di particolari diagnostici con la clinica, cioè attribuire correttamente la sintomatologia lamentata dal paziente alle molte “alterazioni” sempre rilevabili alla diagnostica per immagini, soprattutto in Risonanza, ma non necessariamente patologiche o patogenetiche. Affidarsi ad algoritmi diagnostici troppo semplicistici (“la risonanza mostra un’ernia del disco, il suo mal di schiena viene da lì”) è spesso, troppo spesso rischioso, e conduce ad algoritmi terapeutici errati, quindi dannosi, o inutili nella migliore delle ipotesi.